A settembre, mentre il ritmo della vita quotidiana riparte, c'è una tendenza diffusa a pensare al sistema immunitario solo quando arrivano i primi malanni di stagione. Ma la scienza suggerisce che la finestra utile per "prepararsi" è proprio ora, prima che il freddo e i primi virus stagionali si facciano sentire.
Perché la vitamina D è al centro del discorso
Una metanalisi di dati individuali di partecipanti, pubblicata su BMJ e condotta su oltre 10.000 persone provenienti da 25 studi randomizzati, ha rilevato che la supplementazione di vitamina D riduce il rischio di infezioni respiratorie acute, con un beneficio più marcato nelle persone che partivano da una carenza importante di vitamina D. Un aggiornamento più recente di questa analisi, pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology e basato su 46 studi randomizzati per un totale di oltre 75.000 partecipanti, ha confermato l'effetto protettivo complessivo, specificando un dettaglio importante: il beneficio maggiore si osservava in chi assumeva vitamina D quotidianamente o settimanalmente, non in chi riceveva dosi "bolo" sporadiche e più concentrate.
Il dettaglio cambia la strategia: meglio prima che dopo
Questo è il punto centrale per capire perché settembre è il momento giusto: gli studi mostrano che la supplementazione regolare e anticipata ha un impatto diverso rispetto a un intervento tampone quando i sintomi sono già comparsi. Aspettare i primi colpi di freddo per "correre ai ripari" non replica le condizioni in cui la vitamina D ha mostrato il suo effetto protettivo negli studi citati.
E la vitamina K2? Una parola di onestà scientifica
La vitamina K2 viene spesso abbinata alla vitamina D perché entrambe intervengono nel metabolismo del calcio. Una revisione pubblicata su Food Science & Nutrition descrive il ruolo della vitamina K come cofattore essenziale per alcune proteine coinvolte nell'omeostasi del calcio, oltre che in processi metabolici e infiammatori. Va detto con chiarezza, però, che le evidenze sul suo impatto specifico sulla salute ossea restano incoerenti: una revisione pubblicata su una rivista tedesca di ortopedia sottolinea che le linee guida attuali non raccomandano ancora la supplementazione di vitamina K in modo specifico per la prevenzione dell'osteoporosi, a differenza di calcio e vitamina D per cui le evidenze sono più solide. La K2 resta quindi un complemento razionale nel metabolismo del calcio, ma non va presentata come "immunostimolante" quanto la D3.
Cosa fare a settembre
Alla luce di queste evidenze, ha senso iniziare ora un apporto regolare e quotidiano di vitamina D, piuttosto che aspettare i primi sintomi da raffreddamento. In questo contesto, un supporto mirato come D3K2 può aiutare a sostenere il fisiologico funzionamento del sistema immunitario e il metabolismo del calcio, da affiancare a un'esposizione solare adeguata quando possibile e a uno stile di vita regolare nel periodo di rientro.
FONTI
Martineau AR, et al. Vitamin D supplementation to prevent acute respiratory tract infections: systematic review and meta-analysis of individual participant data. BMJ. 2017. DOI
Jolliffe DA, et al. Vitamin D supplementation to prevent acute respiratory infections: a systematic review and meta-analysis of aggregate data from randomised controlled trials. Lancet Diabetes Endocrinol. 2021. DOI
Dupuy M, et al. Vitamin K: Metabolism, Genetic Influences, and Chronic Disease Outcomes. Food Sci Nutr. 2025. DOI
Schulz N, Lange U, Klemm P. Die Rolle der Ernährung in der Osteoprotektion. Orthopadie (Heidelb). 2025. DOI
Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un medico.
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